Domenica 18 marzo

QUARESIMALE CITTADINO

ore 16,00  Santuario Addolorata  Rho

                                    testimonianza di due coniugi del Salvador

 

            In Parrocchia San Vittore

 

 

VENERDI' 16 MARZO

 

ore 06,45 LODI, RIFLESSIONE + colazione

 

Ore 8.00  Via Crucis

Ore 9.00 Via Crucis

Ore 18.30 Via Crucis    

 

 

 

 ore 21,00  Quaresimale

 

Meditazione con il coro Pueri Cantores e gli Amici di Milano

Alcuni corali tratti dalla Passione secondo Matteo e secondo Giovanni di Bach

Riflessione spirituale di Elena Bolognesi

 

Parole di apertura per il sinodo minore “La chiesa dalle genti” Basilica di sant’Ambrogio - domenica 14 gennaio 2018.

Noi siamo il popolo di Dio, lieto della sua vocazione, consapevole della dignità di ogni uomo e di ogni donna: tutti figli per grazia! Sappiamo di essere convocati da ogni parte della terra per essere l’unica santa Chiesa di Dio, umilmente fieri del nostro patrimonio inestimabile: siamo la Chiesa dei santi Ambrogio e Carlo, la Chiesa Ambrosiana! Viviamo nel tempo come pellegrini: non abbiamo qui una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Preghiamo ogni giorno: “venga il tuo regno”. Accogliamo l’invito di uno dei sette angeli dell’apocalisse: vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello (Apc 21,9) e impariamo a sollevare lo sguardo per contemplare la città santa, la Gerusalemme che scende dal cielo! Condotti da queste parole, attratti da queste visioni, fiduciosi nelle promesse del Signore, custodendo il tesoro inestimabile della speranza, viviamo con lieta e operosa disponibilità l’obbedienza della fede: chiediamo allo Spirito di illuminare i nostri passi, perché senza di lui non possiamo fare niente, neppure sapere dove andare. Il Sinodo, che vogliamo celebrare in questa forma minore, non è un insieme di riunioni per concludere con un documento che accontenti un po’ tutti. E’ invece un modo di vivere il nostro pellegrinaggio con la responsabilità di prendere la direzione suggerita dallo Spirito di Dio perché la nostra comunità cristiana possa convertirsi per essere la “tenda di Dio con gli uomini, la sposa adorna per il suo sposo”. La docilità allo Spirito è disponibilità alla conversione: la conformazione al Signore Gesù e alla volontà del Padre non dà mai ragione a nessuno, non è mai conferma rassicurante. È sempre invito, chiamata, attrattiva e spinta per un oltre inesplorato. Tutti siamo in cammino, tutti dobbiamo convertirci, anche se queste parole e queste urgenze ci possono mettere di malumore invece che contagiare di entusiasmo. Lo Spirito consolatore abita in tutti, perché non ci lasciamo cadere le braccia: non siamo una casa di accoglienza ben organizzata che concede generosa ospitalità ai passanti, siamo un popolo in cammino, una casa in costruzione, una fraterna convivenza che vive un tempo di transizione che riguarda tutti e tutto. La secolarizzazione e l’emarginazione del pensiero di Dio e della vita eterna, la situazione demografica, l’evoluzione della tecnologia, la problematica occupazionale, la liquidità dei rapporti affettivi, l’interazione tra culture, etnie, tradizioni religiose e tanti altri aspetti contribuiscono a rendere complessa la domanda: come deve essere la nostra Chiesa pe essere fedele alla volontà del suo Signore? Verso le genti che abitano nelle nostre terre i discepoli del Signore continuano ad essere in debito: devono annunciare il Vangelo! Devono mettersi a servizio dell’edificazione della comunità che sia attraente come la città posta sulla cima della montagna. Tutti i discepoli del Signore hanno il compito di essere pietre vive di questo edificio spirituale, tutti! Se parlano altre lingue in modo più sciolto dell’italiano, se celebrano feste e tradizioni più consuete in altri paesi che nelle nostre terre, se amano liturgie più animate e festose di quelle abituali nelle nostre chiese, non per questo possono sottrarsi alla responsabilità di offrire il loro contributo per dare volto alla Chiesa che nasce dalle genti per la potenza dello Spirito Santo. Ci proponiamo di vivere questo cammino con l’espressione “sinodo”, consapevoli che lo Spirito parla con la voce di tutti e che il convergere nella comunione ecclesiale è il desiderio del medesimo Spirito che distribuisce i suoi doni a ciascuno per l’utilità comune. Il “metodo sinodale” vorrebbe essere uno stile abituale per ogni momento di Chiesa, sfidando la tendenza all’inerzia, l’inclinazione allo scetticismo, la comoda scelta della passività di alcuni, la tentazione dell’autoritarismo di altri. Noi, continuando la storia scritta dai nostri padri, vogliamo affermare con la loro stessa fierezza: siamo pronti a confrontarci con le sfide del nostro tempo! Siamo persuasi che possiamo sperimentare la forza dello stare insieme, del camminare insieme, nella docilità all’intenzione di Dio che si è compiuta nella Pasqua di Gesù. Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me (Gv 12,32). Ci proponiamo di imparare a riconoscere dentro la storia le tracce di questo amore che ci attrae in un modo inatteso e universale, riunificandoci in un popolo, donandoci pace. Abbiamo desiderio di imparare ad ascoltare, ad ascoltarci, per discernere, per riuscire a percepire quanto sia reale e feconda la presenza dentro la storia del Dio di Gesù Cristo, superando lo smarrimento provocato dalle troppe parole, dagli stimoli disordinati, dai messaggi che saturano i nostri ambienti e ci stordiscono nella confusione. Intraprendiamo questo cammino con la persuasione che noi per primi, le nostre istituzioni e le nostre strutture, tutto quello che facciamo, tutto quello che siamo deve essere purificato dalla visione di Chiesa che l’angelo ci ispira. È a questo visione che ci vogliamo ispirare, perché si rinnovi la giovinezza e la freschezza, la bellezza e l’attrattiva di questa Chiesa dalle genti. Tutti i battezzati nella Chiesa cattolica, ma anche i battezzati in altre Chiese e comunità cristiane, tutti sono chiamati a partecipare alla consultazione sinodale con spirito di fede. Per il discernimento ecclesiale tutti gli uomini e le donne di buona volontà hanno il loro contributo da offrire secondo le modalità che sono state indicate e secondo le modalità che con il tempo si riveleranno opportune e praticabili perché il Vescovo possa esercitare il suo compito con sapienza e prudenza, con lungimiranza e coraggio, con umiltà e rispetto. Oggetto dell’esercizio di ascolto e discernimento sinodale sarà, come annunciato nel Decreto di indizione, la riscrittura del cap 14 del Sinodo Diocesano 47° (“Pastorale degli esteri”). Sono convinto che questo lavoro di revisione delle modalità con cui la nostra Chiesa si configura, riconoscendo di essere “Chiesa dalle genti”, arricchita dalla presenza di tutti i cattolici, sarà un esercizio per maturare nella fede, nell’amore fraterno, nella carità, nella testimonianza. Abbiamo le nostre paure e le nostre esitazioni. Le prospettive sono vaghe e incerte, le forze disponibili sembrano talora stanche, le questioni sono evidentemente complicate, le procedure possono logorare l’entusiasmo. Il documento preparatorio che sarà consegnato ai membri dei consigli diocesani sarà la guida per mettere a fuoco le questioni, per comprendere la posta in gioco, per concentrarsi sull’essenziale, per concludere alle poche decisioni corrette e prospettiche, che farò mie perché la Chiesa di Milano sia Chiesa dalle genti. Il lavoro non sarà facile. Ma noi siamo certi che la potenza dello Spirito si rivelerà presenza amica, abbiamo fiducia che i nostri santi Vescovi e confessori della fede intercedano nella comunione dei santi, siamo autorizzati dalla nostra storia ad affrontare con fierezza e scioltezza le sfide del presente e del futuro. E, soprattutto, noi ci proponiamo di pregare e di pensare, di pregare e di parlare con franchezza, di pregare e di decidere, di pregare e di scrivere, di pregare e di sperare! Preghiera per il Sinodo Minore: “Chiesa dalle genti”. Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno! Rinnova il dono del tuo Spirito per la nostra Santa Chiesa perché viva il tempo che tu le concedi come tempo di grazia, attenda con ardente desiderio il compimento delle tue promesse, sia libera da paure e pigrizie, inutili nostalgie e scoraggiamenti paralizzanti, sia vigile per evitare superficialità e ingenuità, sia fedele al Vangelo di Gesù e alla santa tradizione e tutte le genti si sentano pietre vive dell’edificio spirituale che custodisce la speranza di vita e di libertà e annuncia l’unico nome in cui c’è salvezza, il nome santo e benedetto del tuo Figlio Gesù. Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà! Rinnova il dono del tuo Spirito per la nostra Santa Chiesa e per ogni vivente, perché siamo sempre tutti discepoli, disponibili all’ascolto reciproco, pronti a consigliare: donaci parole sincere e sapienti, liberaci dalla presunzione e dallo scetticismo. Aiutaci ad essere docili alle rivelazioni che tu riservi ai piccoli e aperti alla gioia di camminare insieme, di pensare insieme, di decidere insieme, perché il tuo nome sia benedetto nei secoli e la terra sia piena della tua gloria.

mons. Mario Delpini Arcivescovo di Milano

 

VIENI, TI MOSTRERO’ UN PICCOLO GRANDE DONO!

Come ogni anno vi raggiungiamo con questo scritto in vista della visita che faremo alle famiglie (metà parrocchia) per il prossimo  Santo Natale: è l’occasione di sentirci una grande famiglia, o meglio il popolo di Dio!

Il nostro nuovo Arcivescovo Mario Delpini ha scritto una prima lettera ai fedeli della diocesi invitandoci ad “innalzare lo sguardo” per dare senso a tutti i gesti che compiamo quotidianamente e riscoprire al bellezza di appartenere al popolo che Dio ama con larghezza di cuore; anch’io rubo qualche immagine del libro dell’Apocalisse  di san Giovanni Apostolo per rigustare la gioia del Natale.

“Udii allora una voce potente che veniva dal trono e diceva: < Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.>”

Ecco cosa vediamo nella stalla di Betlemme: il Dio-con-noi, il principio della nostra fede; da quel giorno il Principe della pace è venuto a dare gioia e serenità a tutta l’umanità che vorrà accoglierlo; in quel giorno la storia del mondo ha cambiato direzione, può essere migliore perché Dio abita nella sua città. Il nostro è un Dio che vuole dimorare con la sua creatura facendosi uomo e il Bambino Gesù ce lo dice chiaramente: non sentimentalismo o buonismo, ma presenza trasformante dell’umanità. Ma, ci ricorda il nostro Arcivescovo, “ la città che si costruisce senza Dio è la Babilonia, la grande, destinata alla rovina; la città dove abitano coloro che contemplano il volto di Dio e portano il suo nome sulla fronte è invece la città santa che regnerà nei secoli!”

Anche quest’anno corriamo alla grotta per poter contemplare il Bambino Gesù e lasciarsi illuminare dalla luce che emana il suo piccolo volto e dire agli altri “vedrai che bello” è accogliere lo stile di questo bambino che ti spinge a portare gioia, pace, serenità e amore ad ogni uomo che incontri sul tuo cammino.

Il Natale sarà buono, allora, se avremo il coraggio di celebrarlo da credenti che accettano l’invito a venire a vedere questo piccolo grande dono che chiede un posto nella nostra vita.

SANTO NATALE a tutti, quindi, a coloro che incontreremo per un breve momento di preghiera condividendo la stessa fede e per un semplice augurio per coloro che non sono credenti o appartengono ad altre confessioni religiose: il Dio-Bambino abbraccia ogni uomo!

Don Giuseppe, Prevosto

Don Giovanni, don Gilbert, Don Matteo, don Luigi

Suor Cristina e Suor Merina

 


 
 

 

 

CALENDARIO VISITE ALLE FAMIGLIE

I Sacerdoti inizieranno alle ore 16.30

 

Giorno

Don  Giuseppe

Don Gilbert

Don Giovanni

Lunedì 13/11

 

 

Via Baracca (dispari fino al n. 49)

Martedì 14

 

 

Via Baracca (pari fino al n. 22)

Mercoledì 15

 

 

C.so Europa dal n. 123 al n. 139

Giovedì 16

 

Via Asilo – via Martiri Belfiore

C.so Europa dal n. 143

al n. 161

Venerdì 17

Via Lura (dispari)

Via C.Fiorenza (dispari fino al n. 79)

C.so Europa dal n. 164 al n. 206

Lunedì 20

Via Lura (pari)

Via C. Fiorenza solo n. 20

Via De Amicis solo n. 43

Martedì 21

Via Borsi; via Carsana; via Muratori (dispari fino al n. 11)

Via C. Fiorenza solo n. 30

Via De Amicis solo n. 24

Mercoledì 22

Via Pace ( pari fino al n. 22); Via Pascoli; Via Confalonieri

Via C.Fiorenza rimanenti pari; vicolo C. Fiorenza

C.so Europa (dal n. 126 al n. 150); Galleria Europa

Giovedì 23

 

Piazza don Minzoni

Via Milano; Via Secchi

Via De Amicis rimanenti

Venerdì 24

Via Donizetti solo n. 2

Via S. Michele del Carso

Via Del Maino

Lunedì 27

Via Donizetti rimanenti

Via Garibaldi dal n. 5 al n. 69

Via Livello (dispari)

Martedì 28

Via Verdi; Via Bellini; Via Beccaria

Via Garibaldi dal n. 79 al n. 123

Via Corridoni (solo n. 36)

Mercoledì 29

Via Vidiserti; Via De Rocchi

Via Garibaldi dal n. 10 al n. 116

Via Corridoni rimanenti pari

Giovedì 30

Via S. Pellico; Via Tasso; Via Pacinotti; Via Ferraris

Via Meda solo n. 11

 

Venerdì 1/12

Via Rossini

Via Meda n. 23 e n. 27

 

Lunedì 4

Via Ponchielli

Via Meda dal n. 10 al n. 18

Via Livello pari; Via S. Giorgio

Martedì 5

Via Piave (dispari)

Via Meda solo n. 30

Via Statuto pari escluso n. 20

Mercoledì 6

Via Piave (pari)

Via Meda n. 1,2,4,8,38,63

Via Statuto solo n. 20

Lunedì 11

Via Ughelli

Via Dante; via Cimarosa

Via Statuto dispari

Martedì 12

L.go Kennedy

Via Goglio

Via Marconi solo n. 20

Mercoledì 13

Via Pomè

Via Bugatti; via Tibaldi

Via Marconi rimanenti pari escluso n. 20

Giovedì 14

Via Martiri Libertà solo n. 4

Via Ratti (solo n. 15); via Fagnani; Via Tavecchia

Via Marconi solo n. 3,7,11,15

Venerdì 15

Via Martiri Libertà rimanenti (escluso n.4)

 

Via Martinelli

Lunedì 18

 

 

Via Marconi rimanenti dispari (escluso n. 3,7,11,15)

 


 

Giorno

Don Matteo

Venerdì 17/11

Via Serra

Venerdì 1/12

Via Madonna

Venerdì 15/12

Via Matteotti (dispari)

Venerdì 22/12

Via Matteotti (pari)

 


 

PUNTI DI INCONTRO PER LA PREGHIERA COMUNITARIA DI NATALe CONSEGNA ACQUA BENEDETTA

per la Zona non visitata dai sacerdoti   ORE 21.00

 

11 dicembre

Via Volta 60

13 dicembre

Via De Raude 23

15 dicembre

Oratorio San Carlo

18 dicembre

Chiesa Parrocchiale S. Vittore

19 dicembre

Via Torino 26

20 dicembre

Via Volta 10

 

                   

SANTO NATALE 2017

 

24 dicembre

Liturgia di vigilia: ore 17.30             

VEGLIA DI NATALE ore 23.15

                                                      SANTA MESSA DI MEZZANOTTE

25 dicembre

SOLENNITA’ DEL SANTO NATALE          

S. Messe in orario festivo                     

26 dicembre – S. Stefano

S. Messe: ore 8.30 – 10.30 – 17.30

Papa Francesco: a Messa in alto i nostri cuori, non i nostri telefonini

 

"Non possiamo dimenticare il gran numero di cristiani che, nel mondo intero, in duemila anni di storia, hanno resistito fino alla morte per difendere l'Eucaristia; e quanti, ancora oggi, rischiano la vita per partecipare alla Messa domenicale". Lo ha detto papa Francesco nel corso dell'udienza generale del mercoledì in piazza san Pietro, iniziando un nuovo ciclo di catechesi sulla "che punterà lo sguardo sul cuore della Chiesa, cioè l’Eucaristia".

"È fondamentale per noi cristiani - ha spiegato ancora il Papa - comprendere bene il valore e il significato della Santa Messa, per vivere sempre più pienamente il nostro rapporto con Dio".
Nelle prossime catechesi, ha detto, "vorrei dare risposta ad alcune domande importanti sull'Eucaristia e la Messa, per riscoprire, o scoprire, come attraverso questo mistero della fede risplende l'amore di Dio".

La testimonianza dei cristiani che muoiono per difendere la fede

"Nell'anno 304, durante le persecuzioni di Diocleziano - ha ricordato papa Francesco -, un gruppo di cristiani, del nord Africa, furono sorpresi mentre celebravano la Messa in una casa e vennero arrestati. Il proconsole romano, nell'interrogatorio, chiese loro perché l'avessero fatto, sapendo che era assolutamente vietato. Ed essi risposero: 'Senza la domenica non possiamo vivere', che voleva dire: se non possiamo celebrare l'Eucaristia, non possiamo vivere, la nostra vita cristiana morirebbe". Quei cristiani del nord Africa "furono uccisi - ha aggiunto il Papa -. Hanno lasciato la testimonianza che si può rinunciare alla vita terrena per l'Eucaristia, perché essa ci dà la vita eterna, rendendoci partecipi della vittoria di Cristo sulla morte". 

"Una testimonianza - ha aggiunto papa Francesco - che ci interpella tutti e chiede una risposta su che cosa significhi per ciascuno di noi partecipare al Sacrificio della Messa e accostarci alla Mensa del Signore. Stiamo cercando quella sorgente che zampilla acqua viva per la vita eterna? Che fa della nostra vita un sacrificio spirituale di lode e di ringraziamento e fa di noi un solo corpo in Cristo? Questo è il senso più profondo della santa Eucaristia, che significa 'ringraziamento': ringraziamento a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che ci coinvolge e ci trasforma nella sua comunione di amore", ha continuato il Pontefice.

La Messa non è uno spettacolo: niente telefonini, alziamo i nostri cuori verso Dio

In uno dei passaggi, a braccio, della sua catechesi odierna papa Francesco ha domandato ai fedeli presenti in piazza San Pietro: "Perché a un certo punto" della Messa il sacerdote "dice 'in alto i nostri cuori'?". E ha poi proseguito: "Non dice 'in alto i nostri telefonini per fare le foto, che cosa brutta, vi dico a me dà tanta tristezza quando celebro in piazza e in basilica e vedo tanti telefonini alzati, non solo di fedeli, ma anche di preti e anche di vescovi, ma per favore, la Messa non è uno spettacolo, è andare incontro alla passione e morte e risurrezione di nostro Signore, per questo dice 'in alto i nostri cuori'. Ricordatevi eh, niente telefonini, è molto importante tornare all'essenziale attraverso quello che si tocca e si vede nella celebrazione dei Sacramenti".

"La domanda - ha proseguito il Papa - dell’apostolo san Tommaso (cfr Gv 20,25), di poter vedere e toccare le ferite dei chiodi nel corpo di Gesù, è il desiderio di potere in qualche modo “toccare” Dio per credergli. Ciò che San Tommaso chiede al Signore è quello di cui noi tutti abbiamo bisogno: vederlo e toccarlo per poterlo riconoscere. I Sacramenti vengono incontro a questa esigenza umana. I Sacramenti, e la celebrazione eucaristica in modo particolare, sono i segni dell’amore di Dio, le vie privilegiate per incontrarci con Lui". 

Insegnate ai bambini a fare bene il segno della croce

Un'altra delle raccomandazioni che il Papa ha proposto nella catechesi odierna stata quella di insegnare ai bambini a fare bene il segno della Croce. "Proviamo ora a porci alcune semplici domande. Per esempio, perché si fa il segno della croce e l’atto penitenziale all’inizio della Messa? E qui vorrei fare un’altra parentesi. Voi avete visto come i bambini si fanno il segno della croce? Tu non sai cosa fanno, se è il segno della croce o un disegno. Fanno così [fa un gesto confuso, ndr]. Bisogna insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce. Così incomincia la Messa, così incomincia la vita, così incomincia la giornata. Questo vuol dire che noi siamo redenti con la croce del Signore. Guardate i bambini e insegnate loro a fare bene il segno della croce".

"Le Messe sono noiose? No, no, la Messa no, i preti si convertano. Quando vai a Messa, lì c’è il Signore"

"Il Signore è lì con noi, presente". Alla Messa "tante volte - ha ricordato papa Francesco - noi andiamo lì, guardiamo le cose, chiacchieriamo fra noi mentre il sacerdote celebra l’Eucaristia… e non celebriamo vicino a Lui. Ma è il Signore! Se oggi venisse qui il Presidente della Repubblica o qualche persona molto importante del mondo, è sicuro che tutti saremmo vicino a lui, che vorremmo salutarlo. Ma pensa: quando tu vai a Messa, lì c’è il Signore! E tu sei distratto. È il Signore! Dobbiamo pensare a questo. “Padre, è che le messe sono noiose” - “Ma cosa dici, il Signore è noioso?” - “No, no, la Messa no, i preti” – “Ah, che si convertano i preti, ma è il Signore che sta lì!”. Capito? Non dimenticatelo. «Partecipare alla Messa è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore».

 

 

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