Un nuovo anno pastorale: ritorno continuo alla sorgente.
In verità, la ripresa delle attività, dopo il tempo estivo, ci fanno ritrovare un po' meno giovani, con qualche mese in più sulle spalle e forse con qualche acciacco imprevisto. Tuttavia ci attraversa una sensazione di novità, di sorpresa: quasi l'attesa di qualcosa che può rinnovarci. Penso in particolare a chi sta preparandosi per riprendere o iniziare la scuola, a chi, dopo un po' di riposo, ritorna al lavoro, o a chi, con rinnovata speranza, si rimette a cercarlo. E penso, per tutti noi, fedeli discepoli del Signore, alla ripresa delle molteplici attività con l'inizio di un nuovo anno pastorale. In realtà, nulla si è fermato e tutto riprende come sempre. Ma nuovi dobbiamo essere noi! Con energia rinnovata, con spirito fresco e frizzante, con fiducia! È questo l'invito sotteso alla proposta di inoltrarci con curiosità nel nuovo anno, che ci è offerto anche dalle pagine bibliche di questa domenica.
1) La nostalgia dell'inizio: acqua pura e limpida! Ritorna la parola antica e sempre nuova di Gesù: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!" Chi segue il Signore è invitato ad andare contro corrente, a cambiare strada, tornando sui propri passi per riprendere dall'inizio. C'è un gesto che, con naturalezza, compiamo entrando in Chiesa, passando accanto al Battistero: con l'acqua battesimale tracciamo il segno della croce sulla nostra persona e quindi sulla nostra vita. Senza molto pensarci, perché diventata un'abitudine, esprimiamo il desiderio di essere avvolti e abitati dallo Spirito di Gesù, dal suo sguardo che si è preso cura di noi fin dall'inizio della nostra esistenza. Nostalgia di santità, di amore vero, accolto e donato, di purificazione interiore e di rinascita continua. Il regno di Dio è qui, è vicino a me. Occorre diventare piccolo come bambino per essere sempre in grado di vivere l'affidamento al Padre. Con un ampio respiro di vita pura.
2) Come attingere acqua fresca con anfore rotte e frantumate? Il profeta Isaia si rivolge con parole dure al popolo di Dio, che ha abbandonato l'osservanza sincera della legge e non ascolta i richiami dei profeti che parlano nel nome del Signore. Non ci sono più regole, ognuno trasgredisce i comandamenti e sente il fastidio di parole giuste e vere. "Questi sono figli che non vogliono più ascoltare: diteci cose piacevoli! Profetateci illusioni!" È più facile farsi le regole su misura e seguire i propri immediati desideri di piacere illusorio, di un istante. Poi mi ritrovo in terra arida e nel deserto. Nasce il desiderio di rimettere insieme i cocci di questo cuore, simile a vaso frantumato, per ridare consistenza e forza alla mia persona, per consolidare la mia spina dorsale ed uscire da una vita qualunque e rammollita: "Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell'abbandono confidente sta la vostra forza!" Ecco il ritorno continuo alla Parola di Dio, con sincerità e con il desiderio di riprendere il cammino. Con passo costante e sicuro.
3) L'abbondante sorgente che zampilla senza esaurirsi! La parola di San Paolo è chiara e rassicurante. Non si tratta di compiere viaggi, alla ricerca di luoghi particolari, quasi alla scoperta di un tesoro nascosto e lontano, per conquistare l'acqua che risponde a tutti i nostri desideri, alle nostre aridità e alla giusta sete di felicità. "Mediante Gesù abbiamo l'accesso a questa grazia: l'amore di Dio è riversato con abbondanza nei nostri cuori!" Gratuitamente. Questa è la sorgente di ogni bene, della pace interiore, che raggiunge anche chi si trova ad attraversare tempi di prova e di tribolazione. Sento il bisogno e la necessità di ricondurmi alla silenziosa apertura del cuore, che sa accogliere, contemplare e interiorizzare la Presenza; di estraniarmi dalle distrazioni banali e dai rumori, dalle chiacchiere inutili e molte volte dannose. Con cuore riconciliato e pacificato.
Don Gian Paolo